Anche in Italia come in molti altri paesi, la rete Internet è nata allo scopo di mettere in comunicazione la comunità scientifica. In particolare, l'ente che ha avuto il controllo totale della rete fino a pochissimi anni fa è il GARR (Gruppo Armonizzazione Reti di Ricerca), che ha provveduto a collegare tutte le principali Università italiane, così come i centri di ricerca pubblici. Oltre a ciò, tale ente è responsabile per la creazione dei nuovi domini di secondo livello all'interno del dominio it: ancora oggi, chi vuole creare un nuovo sottodominio deve passare tramite la registrazione del GARR. Esiste così in Italia la rete GARR, su cui viaggia tutto il traffico "scientifico"; su tale rete è (o meglio, sarebbe...) vietato svolgere attività commerciali. Essa è collegata al resto d'Europa tramite le altre reti universitarie europee, e di lì verso gli Stati Uniti.
Con la nascita di una vera e propria domanda di accesso commerciale, si sono sviluppati i servizi Interbusiness. Essa è una società del gruppo Telecom (che, come si sa, in Italia è monopolista per quasi tutti i campi delle telecomunicazioni) che vende, o meglio affitta, collegamenti di rete di vario tipo, dai semplici ISDN (cavi su cui possono viaggiare contemporaneamente la voce e i dati, con banda relativamente bassa) alle vere e proprie dorsali (backbone). REcentemente, con la liberalizzazione sono nati anche altri concorrenti che hanno migliorato il serivizio generale grazie alla concorrenza di mercato. I maggiori sono Swisscom, Inet, Infostrada.
A livello di fornitori di accessi, il mercato italiano si distingue per la grande varietà di fornitori, derivanti dall'abitudine tutta italiana di buttarsi sui mercati promettenti anche in assenza di qualsiasi competenza, e i bassi prezzi, essenzialmente dovuti alla politica di "Internet come il pane" di Video On Line, che ha peraltro alla cessione dell'azienda alla Telecom, principale creditore. Questa cessione, avvenuta nella primavera 1996, ha portato grande preoccupazione in tutti i concorrenti, che erano comunque costretti a comprare da Telecom l'accesso alla rete: essi temevano che Interbusiness, facendo prezzi di favore alla consociata Video On Line, li avrebbe estromessi dal mercato. Al momento, comunque, esiste soltanto un fornitore capace di reggere la concorrenza di scala di Video On Line, ed è Italia Online, del gruppo Olivetti. Per di più, Telecom ha lanciato il servizio Telecom On Line, che dovrebbe affiancare l'offerta di Video On Line per una fascia di mercato superiore, quella appunto dei collegamenti ISDN.
A livello di fornitori di hosting, ovverosia coloro che affittano spazio dove posizionare i propri siti, il mercato italiano sta muovendosi a grande velocità. Ma ancora pochi sono in grado di offrire un servizio adeguato. Molti fornitori di hosting lavorano con computer normali senza protezioni e ridondanze adeguate, collegati a linee lente. Sinte è nata proprio perchè si voleva offire ai clienti un servizio superiore alla media. Questa filosofia è confermata da tante scelte fatte da Sinte (come quella di connettere i popri server a 10Mbit, anziché ai classici 1Mbit o 2 Mbit di molti dei maggiori concorrenti).
Un altro fenomeno molto diffuso in Italia è quello delle cosiddette reti civiche. Una rete civica, come la si intende in Italia, è una rete di calcolatori gestita o comunque supportata dalle amministrazioni locali, che la usano come mezzo di informazione, di dialogo e di servizio con i cittadini. Su di una rete civica, tipicamente, sono disponibili servizi offerti dal Comune, aree di discussione per i problemi locali, notiziari elettronici e così via. In alcuni casi, la rete civica è realizzata in modo separato da Internet, ad esempio attraverso una BBS potenziata; in questi casi, vi è un interscambio limitato di informazioni e servizi con la grande rete. In altri casi, invece, la rete civica è realizzata semplicemente come un insieme di siti e servizi Internet.
Seguendo una certa moda che si sta diffondendo tra gli amministratori più attenti, stanno nascendo numerose reti civiche, talvolta anche per iniziativa di associazioni o di Università, piuttosto che del Comune. La rete civica milanese, ad esempio, è supportata essenzialmente dall'Università, ed è quasi completamente avulsa da Internet; ci si accede con un programma apposito e chiamando un numero di telefono urbano. Al contrario, la rete civica di Bologna (nota anche come Iperbole) è quasi completamente integrata con Internet, con svariati gruppi di discussione (portano il nome it.reticiviche.bologna.*) e di accesso gratis alla rete fornito dal Comune, cosa che peraltro ha portato a denunce per concorrenza sleale da parte dei provider della zona. Altre esperienze del genere sono in svariati altri comuni ed è probabile che siano nate o stiano nascendo varie altre reti civiche in giro per l'Italia.
I gruppi di discussione italiani (la cosiddetta gerarchia it.*) sono gestiti dal GCN (Gruppo Coordinamento News-It), che dispone di un sito WWW agli indirizzi:
http://www.cilea.it/news-it/
http://beatles.cselt.stet.it/GCN/
In tale sito potrete trovare l'elenco aggiornato dei gruppi di discussione italiani con i relativi argomenti, le regole per la creazione di nuovi gruppi e altre indicazioni utili.
Se invece vi interessano le mailing list in italiano, esistono un paio di indirizzi dove viene conservato un elenco più o meno completo di quelle esistenti:
http://www.cilea.it/maillist/
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http://www.gedi.it/pin/mailing.htm