Affinchè un utente possa accedere alla rete, come già detto, è necessario che egli possa collegarsi in qualche modo ad una rete locale di calcolatori che fa parte di Internet, e che può essere quella della aziendale o dell'Università così come quella di un provider (fornitore di accessi), ossia qualcuno che venda la possibilità di collegarsi alla rete.
Esistono vari gradi di accesso a Internet e vari mezzi diversi, ciascuno dei quali presenta vantaggi e svantaggi. E' bene avere presente le differenze tra essi, sia per capire cosa si può e non si può fare con il proprio accesso, sia per scegliere il tipo di accesso che più è adatto alle proprie esigenze.
Per prima cosa, è bene distinguere tra un collegamento diretto, in cui il vostro computer, mentre lavorate, è parte di Internet a tutti gli effetti, e riceve quindi un nome ed un IP numerico, e un collegamento indiretto, in cui il vostro computer viene utilizzato come "strumento" per permettere l'uso di altri computer connessi a Internet, ma non viene mai collegato alla rete vera e propria.
Tenendo presente questa differenza, è possibile raggruppare i diversi tipi di accesso in quattro categorie:
Negli ultimi anni si è diffuso l'accesso diretto su linea commutata, ossia il collegamento diretto del proprio computer alla rete via telefono. Questo tipo di collegamento presenta difficoltà tecniche, in quanto le linee telefoniche, rispetto ai normali cavi usati nelle reti locali di calcolatori, permettono velocità di trasmissione molto minori e risultano molto più "sporche", ossia provocano più facilmente errori di trasmissione. È stato allora necessario studiare alcuni particolari protocolli di comunicazione che permettessero il dialogo tra computer secondo le convenzioni Internet (ossia quell'insieme di protocolli che, come si vedrà, va sotto il nome di TCP/IP) anche sfruttando le linee telefoniche.
La prima risposta a questo problema è il protocollo SLIP (Serial Line Internet Protocol). L'efficienza del collegamento può essere migliorata sfruttando il protocollo CSLIP, ossia lo SLIP a cui è stato aggiunto un algoritmo di compressione detto di Van Jacobson, e che quindi, comprimendo i dati, permette una maggior velocità di trasmissione. Infine, è stato sviluppato il protocollo PPP (Point to Point Protocol), che aggiunge alla compressione dei dati un algoritmo di correzione degli errori di trasmissione, e include inoltre un protocollo (PAP o Password Authentication Protocol) per l'autenticazione delle password.
Per poter collegare direttamente il proprio computer tramite telefono è allora necessario eseguire in "sottofondo" un programma che si occupi di effettuare la connessione telefonica (dial-up connection) e di trasmettere i dati sulla linea telefonica secondo uno di questi protocolli. Uno dei più noti programmi di questo tipo, per Windows 3.1, è Trumpet Winsock. Senza un programma di questo tipo è assolutamente impossibile far funzionare i programmi di "alto livello" come i browser.
Quando l'utente si collega da casa via telefono utilizza la rete telefonica per tutto il tratto tra il proprio modem e il modem del fornitore di accessi. Pertanto dovrà anche pagare, per tutto il tempo di collegamento a Internet, la bolletta telefonica, secondo la tariffa relativa a tale tratto (ossia la tariffa urbana se il proprio telefono e quello del fornitore sono nella stessa rete urbana telefonica, altrimenti l'opportuna tariffa interurbana).
Un utente che voglia utilizzare Internet con un computer che non è direttamente connesso ad essa (ossia a una rete locale che ne fa parte) deve acquistare il diritto di accesso da qualcuno che invece dispone di una connessione diretta, ossia da un Internet access provider (fornitore di accessi). Come già detto, difatti, l'uso di Internet è gratuito per tutti, grazie al patto sottinteso secondo il quale ciascun possessore di una parte della rete provvede a mantenerla in funzione e a garantire l'accesso ad essa per tutti gli utenti; quello che invece il provider vende al singolo cliente è il diritto ad accedere alla propria parte di rete, dalla quale potrà poi, gratuitamente, proseguire verso qualunque altro computer connesso a Internet. Acquistando un accesso a Internet, quindi, non si acquista alcun servizio ulteriore; tutto ciò che può essere trovato in rete è intrinsecamente gratuito per tutti gli utenti (oppure viene offerto ad un prezzo che è indipendente dal modo con cui l'utente si collega alla rete). Al limite, il provider può includere nel costo dell'accesso anche la licenza d'uso per programmi di comunicazione oppure convenzioni con fornitori di servizi a pagamento.
Quando si deve acquistare un accesso a Internet è importante quindi valutare alcuni fattori, che secondo un personalissimo ordine di importanza sono:
Una alternativa che spesso si pone è fra uno dei grandi provider nazionali (Video On Line, Intesa, Italia On Line...) e un piccolo provider locale. Ovviamente, un grande provider garantisce mediamente un servizio puntuale ed efficiente, ed è preferibile disponendo dei capitali e dei mezzi necessari; d'altra parte un piccolo provider può essere più disponibile e facilmente contattabile per un aiuto nell'installazione e nel funzionamento del collegamento. Conviene quindi, come in ogni cosa, valutare secondo buon senso...
Questo è un tipico argomento del capitolo successivo (Fase II - La presenza) ma lo anticipiamo per la sua importanza: sia perchè lo spirito della rete è proprio quello secondo cui tutti gli utenti contribuiscono con qualcosa di proprio, sia perchè Internet può offrire a privati e a piccole organizzazioni e aziende un canale comunicativo dalla potenza enorme, specialmente se confrontata con i costi (d'altra parte Internet non è un mezzo pubblicitario, e se pensate di usarla a scopi commerciali fareste bene a leggere il paragrafo "Posso usare Internet a scopi commerciali?"). Non tutti gli utenti hanno ben chiaro cosa sia effettivamente necessario per realizzare proprie pagine WWW, per cui ecco il riassunto di tutte le necessità:
Tutto qui? Effettivamente le richieste non sono eccessive, e questo è il motivo dell'enorme numero di pagine Web esistenti nel mondo. Tuttavia, il punto 1 richiede innanzi tutto una connessione diretta in linea dedicata - questo perchè mantenere un collegamento in linea commutata operativo per 24 ore su 24 vi manderebbe in rovina con la bolletta... (In realtà, non è strettamente necessario che il computer sia operativo 24 ore al giorno, ma nelle ore in cui esso non è operativo nessuno può leggere le vostre pagine. Se poi considerate che, a causa dei fusi orari, non esistono ore di morta per la rete, in cui spegnere il server...) Per questo motivo, tutti gli utenti che non possono permettersi una connessione in linea dedicata, e che si collegano quindi via modem, "affittano" generalmente spazi sui server dei provider, che per loro natura sono sempre accesi e connessi alla rete.
Se pensate quindi di aver bisogno di una presenza sul World Wide Web, la sua disponibilità e il suo costo può essere un fattore determinante nella scelta del provider. Per gli studenti, inoltre, è il caso di contattare i gestori della rete della propria Università: molte (ma non tutte) mettono gratuitamente a disposizione degli studenti interessati aree coperte da un server HTTP. Se invece volete assolutamente mettere in piedi un vostro server, senza dover dipendere dagli altri, dovrete procurarvi l'hardware (la maggior parte dei server sono Unix, ma anche i PC più potenti possono andare bene) e il software (un programma server HTTP; i più usati sono quelli del CERN e della NCSA, i cui indirizzi sono reperibili nel capitolo dei riferimenti), e inoltre qualcuno che ne capisca per l'installazione del tutto.
Il punto 2, invece, è molto più semplice di quanto sembri; l'HTML è estremamente facile da imparare, ed in rete sono disponibili una infinità di manuali (qualche indizio è contenuto anche nel prossimo capitolo di questa guida). Si noti che le pagine HTML testuali occupano pochi kilobyte ciascuna, per cui potrebbe essere sufficiente disporre di un'area di poche centinaia di kilobyte sul computer di cui al punto 1. Se però si intende utilizzare una grande quantità di grafica, oppure mettere in piedi sistemi più complicati come i database interattivi, può essere necessario uno spazio maggiore.